Un articolo di Antonio Sofi su Apogeoonline.it spiega come il tam-tam della rete abbia stigmatizzato il comportamento del sito Corriere.it per non aver indicato la fonte di una gallery fotografica.
A parte il discorso morale, questione di licenze, mettere è “impegnativo”:
Al di là del singolo caso, e rispetto al recente passato, oggi c’è molta più consapevolezza delle potenzialità virtuose della Rete; lo stesso Corriere.it, per esempio, ha più volte pubblicato articoli pieni zeppi di link esterni. Inoltre credo che siano sempre meno anche gli ostacoli tecnici o le sacche di resistenza culturali o professionali. Certo: trovare e mettere i link è impegnativo, ma uno sforzo necessario e che ripaga (e la questione che i link esterni portano fuori gli utenti che invece dovrebbero rimanere confinati dentro il sito a visualizzare banner pubblicitari non l’affronto volutamente).
[Se il link diventa una questione di fiducia]
Un utile passo da ricordare per dire che mettere un link porta vantaggi.
Dalle pagine del blog su corriere.it, Marco Pratellesi scrive:
[...] abbiamo rimediato inserendo nelle gallery gli indirizzi corretti e, poiché il sistema non prevede di inserire in quella sede anche link, ho chiesto ai tecnici di provvedere alle modifiche per il futuro (speriamo).
Di un problema tecnico si è trattato.
Paul nel frattempo ha tolto post e gallery.
Sono purtroppo sensibile alla questione dei link: vorrei aiutare una associazione culturare di cui faccio parte e, vuoi una certa non conoscenza di internet vuoi una certa ritrosia ad assumersi responsabilità, è stato fatto divieto che negli articoli per il sito siano presenti collegamenti ad altri siti. Il risultato è la scarsa utilità dei contenuti edl’isolamento del sito.
We are very excited to take the wraps off of our newest addition to .Net client development – a Starter Kit designed to make it easy to create rich, syndicated multimedia and content experiences which engage the user, from documents and photos to videos and podcasts.
These Syndicated Client Experiences (SCE) applications exploit the push capabilities of RSS in a model where content is synced down to the local computer and each application retains full control over the presentation of the content. Microsoft’s Sync Framework-based Subscription Center takes care of syncing, local storage, subscription management and the safe caching of authentication credentials. These building blocks and services are designed to help application developers focus on what matters to them most: providing an optimal, highly-differentiated content experience on the desktop with very rich content, branding, skinning and custom user interface elements.
[Maggiori dettagli]
Metti il Sync Framework, WPF, SQL Server Compact e crei un nuovo SDK!
Da provare:
The MSDN Reader allows you to browse through MSDN Magazine articles like never before. Read through articles, view figures and code snippets in an intuitive and easy-to-use experience.
[Download]
Visual Studio 2008 Web Deployment Projects is an add-in to Visual Studio 2008 which provides developers with advanced compilation and deployment options. A Web Deployment project is extensible, enabling web developers to create pre-build and post-build actions.
Web Deployment projects do not change the way Visual Studio 2008 Web Sites or Web Application Projects build. Instead, they take an existing Web project as input and generate a precompiled Web as an output. A Web Deployment project does not change the files in the source Web site project in any way either.
Visual Studio 2008 Web Deployment Projects has all the functionalities that Visual Studio 2005 Web Deployment Projects had. Developers can read more about this core functionality at Using Web Deployment Projects with Visual Studio 2005.
However, there are certain enhancements in this release. To learn more about this release, please visit the Visual Studio Web Developer Team Blog.
link
Trovo geniale il termine: quando lo pronunci sembra che già ti scusi, perchè hai mancato ad un appuntamento con il fisco.
Cos’è? E’ un modo volontario per recuperare per un pagamento tardivo, per un errore nel pagamento dell’Imposta Comunale sugli Immobili.
Quest’anno ho saltato il saldo a dicembre. Beh, pagherò in ritardo, mi son detto. Dopo le feste mi son messo a cercare di risolvere la situazione da solo, senza l’aiuto di un CAF o di un commercialista (che ho scoperto poter essere più economico del servizio delle Acli o di un sindacato).
Ma che difficoltà! Per fortuna che c’è il mio amico Google, ma quanti dubbi!
C’è un articolato calcolo da fare: ci sono la Sanzione e gli interessi da calcolare. Per fortuna ho trovato la ben fatta utility in VB6 del buon Mauro Rossi: mi ha permesso di confermare tutte i calcoli che avevo fatto leggendo le varie guide pubblicate dai vari comuni.
Ma non si fermano qui le difficoltà: bisogna pagare tramite l’F24. Quello del mio Home banking è fatto piuttosto bene, ma attraverso il sistema di verifica dei dati inseriti ho scoperto che ogni riga può avere un valore minimo e quindi 0,04€ di interessi son diventati 1€ e bisogna arrotondare all’euro superiore.
Infine bisogna comunicare al Comune dell’avvenuto Ravvedimento che dovrà protocollarlo: per fortuna il mio Ufficio Tributi di riferimento ha accettato un semplice fax.
Morale? Pagare per tempo è più semplice.
Sebbene è stata rilasciata una patch per far funzionare correttamente Source Safe sotto Vista e Visual Studio 2008, non credo abbia ancora lunga vita. C’è già l’alternativa Microsoft Team System, ma ce n’è una opensource: Subversion!
Una guida attraverso una collezione di posts: