
Ieri sera si è consumato un piacevole e”storico” evento per la storia della grappa Vicentina e per l’ANAG di Vicenza.
Dalla newsletter dell’ANAG di Vicenza:
Cari Soci e Cari appassionati di grappa,
per questa primavera stiamo organizzando una serie di eventi “spiritosi e gustosi” che coinvolgeranno le grappe con particolari abbinamenti e serate a base di distillati. Il primo della serie è previsto per lunedi 26 marzo con “Cioccolato e grappe”.
Ecco il programma:
“Cioccolato & Grappe”
Dopo 20 anni, di nuovo insieme i 5 distillatori vicentini
Ebbene sì. Ci sono voluti più di 20 anni per fare incontrare di nuovo i pilastri storici della distilleria artigianale vicentina. Dopo quattro lustri, infatti, in occasione della serata “Cioccolato & Grappe” organizzata dall’Anag (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappe) di Vicenza che si svolgerà lunedì 26 marzo alle ore 20.30 presso il Vicenza.com Café in Piazza delle Erbe a Vicenza , le disitillerie Fratelli Brunello di Montegalda, Dal Toso di Ponte di Barbarano, L.I.D.I.A. di Villaga, Poli di Schiavon e Schiavo di Costabissara avranno modo di festeggiare insieme questo evento con una serata sul tema dell’accostamento delle grappe nostrane con diverse tipologie di cioccolato.
Ventuno anni fa, correva l’anno 1986, l’occasione che mise assieme i cinque artigiani produttori (allora erano Poli, Brunello, Schiavo, Dal Toso e Chiarello) fu, in collaborazione con l’Associazione Artigiani, “La vera grappa” di Vicenza, ovvero la realizzazione di una bottiglia unica per tutti, ma in confezione simile con una leggera differenza di colore tra una distilleria e l’altra. Fu un’idea straordinaria.
Oggi, in occasione della serata “Cioccolato & Grappe”, ogni distilleria porterà l’eccellenza della propria produzione che meglio possa accompagnarsi al cioccolato proposto in diverse gradazioni di purezza di cacao e aromatizzazione. Ecco alcuni esempi: la distilleria Brunello presenterà la grappa di Moscato Fior d’arancio (millesimata e in versione limitata) con cioccolato di Modica alla vaniglia “Donna Elvira”; Poli una grappa invecchiata 13 anni in barrique con cioccolato al latte ripieno della stessa grappa e prodotto da un artigiano svizzero esclusivamente per la distilleria; Schiavo una grappa di Amarone con cioccolato 70%, già presentato al Salone del gusto di Firenze, prodotto dal laboratorio “L’Artigiano” di Forlì.
I 5 distillatori artigiani vicentini riuniti a presentare le loro grappe ad un pubblico di appassionati, abbinandole a squisiti cioccolati.
Una piacevole serata. 
C’erano i “soliti” soci e assaggiatori ANAG, ma altrettanti nuovi appassionati che si sono avvicinati forse per la prima volta ieri sera, solleticati dall’abbinamento nuovo e insolito con il cioccolato.
Questi ultimi hanno avuto modo di approcciare alla degustazione della grappa, scoprendo non la solita immagine della grappa-sgroppino, ma prodotti di altissima qualità.
Ha cominciato Marco Schiavo, della Distilleria Schiavo, presentando una grappa giovane di Amarone, 40 gradi, servita con cioccolato 70%. Durante la serata abbiamo ricordato con un brindisi suo padre.
Ivan Dal Toso, della Distilleria Dal Toso e Figlio, con la grappa Sirah XL, 43 gradi, una grappa affinata in barrique per 8 mesi.

Le distillerie Li.dia. hanno presentato un nuovo prodotto, una grappa riserva di Moscato, invecchiata 30 mesi.

Paolo Brunello, delle Distillerie F.lli Brunello, ha presentato la grappa di Moscato Fior d’Arancio, con cioccolato di Modica alla vaniglia “Donna Elvira”. Questa delicata cioccolata esalta l’intensa fragranza floreale di questa grappa.

Infine la “solita” e straordinaria Poli Barrique, invecchiata 13 anni in barrique, dal gusto persistente e potente. Jacopo ci ha raccontato la storia di questa grappa, dovuta anche al trapasso generazionale nell’azienda di famiglia. Suo padre, scomparso alcuni anni orsono, ha voluto con forza creare una grappa “come si faceva una volta”. Il risultato è eccezionale.
Il cioccolato abbinato è stato un po’ deludente, al latte e forse troppo pieno di questa grappa: tipico gusto svizzero!
Un ultima nota alla location: Vicenza.com cafè è stupendo.
Un ambiente moderno con molta vicentinità (le foto sul muro sono dei vicentini famosi).
Un ultimo saluto al distillatore delle Distillerie Schiavo e un abbraccio alla famiglia e ai figli Marco e Mauro.
Lutto in paese alle storiche Distillerie Schiavo
Ultimo saluto a Beppe nella sua Costabissara
C’era tanta gente l’altro giorno per l’ultimo saluto a Giuseppe “Beppe” Schiavo, morto a soli 59 anni dopo una grave malattia.
Una perdita che ha colpito non solo la comunità di Costabissara, ma le tante persone, anche da fuori provincia, che avevano avuto modo di conoscerlo e stimarlo soprattutto per la sua attività di distillatore. La grappa delle Distillerie Schiavo, infatti, si è fatta conoscere anche all’estero, soprattutto in Germania, per la sua elevata qualità.
La famiglia Schiavo, come distillatori di grappa, ha una lunga tradizione, iniziata già alla fine dell’Ottocento con il Giuseppe proseguita con Guido e poi con Giuseppe. A quest’ultimo va il merito del grande salto di qualità, di aver intuito già vent’anni fa, tra i pochi distillatori, che se si voleva stare sul mercato occorreva dare “nobiltà” anche alla grappa, fino allora considerata un distillato per la povera gente, legato per lo più alla tradizione del Nordest. Eccolo allora con entusiasmo fare investimenti per modernizzare gli impianti, non per aumentare la produzione ma per migliorare sempre di più la qualità. La ricerca di bottiglie e confezioni particolari, che si divertiva lui stesso a progettare, per un contenuto che andava via via impreziosendosi. La sue grappe di monovitigno hanno molti estimatori anche oltre confine: riuscire a trovare vinacce ormai rare, come quelle di clinto, o di vini prestigiosi come l’amarone, riuscire a produrre grappe ora robuste, ore delicate, ma sempre dai grandi profumi, erano le soddisfazioni di un lavoro che amava.
Schivo alla vita pubblica, se non nelle occasioni d’obbligo, gli piaceva stare in famiglia, accanto all’amata moglie Nives e ai figli Mauro e Marco, e coltivare nel poco tempo libero la sua passione per l’arte – ammirava gli artisti del Novecento – e soprattutto per l’antiquariato, nel cui campo seppure da autodidatta, ormai era divenuto un esperto.
Tocca ora al figlio Marco condurre le Distillerie Schiavo: dal papà ha ereditato la passione, al suo fianco in questi ultimi anni ha maturato una buona esperienza e ha già dimostrato grande spirito innovativo come si può vedere da bel sito web dedicato all’azienda.
[Il Giornale di Vicenza - Lunedì 5 Febbraio 2007]
24 Novembre 2006 – Serata Degustazione Distilleria Capovilla – Rosà – Vicenza – Italy
L’ANAG, sezione di Vicenza, ha organizzato lo scorso 24 novembre 2006 una serata di degustazione organizzata presso la distillere Capovilla. 
Abbiamo avuto come ospite nientemeno che il carisma del Signor Capovilla, un personaggio pieno di passione e di competenza. Ci ha raccontato che una parte della sua vita passata a vendere macchinari per l’enologia in giro per Europa ed a coltivare l’idea e la passione per la distillazione. Le sue frequentazioni e la sua grande passione lo portano ad una scelta accurata dei frutti che utilizza nella distillazione, sempre ricercata e mai banale.
L’ospitalità trovata è stata stupenda, l’entusiasmo con cui son state presentati i prodotti è stata coinvolgente.
La distilleria è stata realizzata 20 anni fa con precise scelte di prodotto e di carattere tecnologico. La “purezza” del prodotto, con scelta oculata della qualità del frutto da produttori amici o comunque
“scelti”, senza l’aggiunta di alcunchè. Gli impianti per la distillazione sono di produzione austriaca e tedesca, in acciaio e rame, con modifiche realizzate per raggiungere l’obiettivo di qualità.
La mia degustazione è cominciata con un stupendo distillato di Traminer, seguita da una grappa di Moscato Fior d’Arancio ed altre. Le grappe non mi hanno molto entusiasmato, ma il produmo Traminer mi ha lasciato quelle sensazioni che pochi altri distillati lasciano.
Nei distillati di Capovilla vengono esaltati proprio i profumi, mai banali e che, per quella strana fisiologia dell’olfatto, evocano altri tipi di sensazioni e ricordi.
Se chiedo di descrivere il gusto di un distillato alla “pera Williams” a qualcuno fa venire in mente un “particolare” liquore servito nei bar, la sua bottiglia ed un gusto stucchevole, quasi artefatto. Assaggiando il distillato di Capovilla ho sentito la fragranza del frutto ed ho evocato la sensazione in bocca dei granuli, tipici delle pere.
Per ogni distillato degustato è risultato l’assenza di difetti, di una pulizia che credo sia il rilsultato di anni di continue ricerche e sperimentazioni.
Il luogo comune del distillato di frutta è quel gusto “acceso” e quasi stucchevole del concentrato di frutta, sbugiardato profondamente da questi assaggi.
Il distillato di birra credo sia l’unico del suo genere, ottenuto da una birra doppio malto appositamente prodotta per la distilleria, dai profumi intensi di lievito ed una delicato gusto amaro.
Il bicchiere da degustazione
Capovilla preferisce questo bicchiere:

mentre in ANAG il nostro Presidente Silvano Facchinetti promulga da anni il bicchiere ufficiale sviluppato con Rastal:

La differenza è evidente. Il primo bicchiere “conserva” i profumi, esaltandoli. Con il bicchiere ANAG, secondo il mio modesto parere, c’è un “ovattamento” dei profumi per meglio separarli e giudicarli.
Visita alla distilleria
Un bellissimo giro per “assaggiare” invece la parte produttiva della distilleria. Un piazzale colmo di contenitori per la frutta, silos di acciaio e fusti contenenti il prodotto finale in stabilizzazione.
Prezzi
La resa di certi frutti e la qualità finale incidono sensibilmente sul costo finale dei distillati Capovilla. Per intenderci, le bottiglie “Magnum” sono quelle da 0,5 l.
I profumi dei distillati Capovilla non son certo che durino a lungo in qualunque bottiglia e, non voglio rischiare, il formato ideale per le mie degustazioni casalinghe è quello da 0,2 l.
Una nota dolente è che non c’è un sito internet della distilleria, a dimostrazione del target “passa-parola” impostato negli anni.
Marco Schiavo, che fa parte – con il fratello -della quarta generazione di distillatori, ci ha accolto nella sua piccola distilleria a conduzione famigliare a Costabissara, Vicenza.
Un impianto di 5 vasche completamente in rame, compatto ma bellissimo da vedere. Molte delle sue parti sono oramai centenarie, costruite con tecniche oramai perse nella tradizione artigiana.
Marco ci ha raccontato della sua produzione, della tradizione famigliare ma anche della situazione commerciale dei distillati.
Una serata piacevole, in cui noi assaggiatori abbiamo l’occasione di confrontarci con i produttori.
Gli assaggi hanno confermato le aspettative, con grappe e distillati puliti e privi di difetti.
La grappa “El Cào”, che in dialetto veneto significa tralcio di vite, è prodotta utilizzando uve Fragolino e Merlot, una grappa di 40%vol. giovane, è armonica sia all’olfatto che al gusto.
La grappa Vera di Clinto ha un gusto tutto particolare, leggermente acido: è ottenuta dalle oramai rare vinacce di Clinto della zona.
Abbiamo concluso la serata con gli squisiti dolci di Lovison, rinamata pasticceria della zona, con una crema alla quale abbiamo dato una “spruzzatina” di grappa.